Una grafica internazionale per A: dal 2006 un nuovo look (azzardato?)
Nel maggio 2006 Anna diventò A e riuscì finalmente ad emergere dalla moltitudine indistinta di settimanali femminili. Colpì decisamente nel segno il nuovo look firmato da Silvia Tedesco, che ha curato anche le grazie di Style Magazine e Amica: ora anche Anna (ribattezzata A) trova la sua identità. Peccato che, proprio quando la rivista funziona benone (rispetto al 2006 il 2007 ha portato un +4% di copie vendute e un +11% di raccolta pubblicitaria), la direttrice Anna Latella annuncia il nuovo look del settimanale, rimaneggiato, dice, «per esaltare i contenuti del giornale, che i lettori hanno dimostrato di apprezzare e ricordare». Ma non sarà un cambiamento indolore: la rivoluzione grafica sarà internazionale.
Via la Tedesco, dentro un nuovo direttore creativo insediatosi a New York, Giovanni Russo, pronto a darci dentro coadiuvato dal brasiliano Fabio Poletti e la francese Marie Cortadellas. C’è aria di un grande movimento dentro la rivista, che non cade giusto il giorno del secondo compleanno del settimanale, ma che testimonia la voglia «di mantenere la promessa fatta ai lettori: batterci contro l’immobilismo, cavalcare l’onda, rimane al passo con un mondo che cambia in continuazione, dentro e fuori l’Italia». L’impressione è che la simpatica Maria Latella, sfiziosa giornalista firma del Corriere e volto Sky, voglia strafare, azzardando un rischio non richiesto dall’editore nè preventivato da precedenti pianificazioni. L’azzardo è oltretutto peggiorato dalla voglia di internalizzazione che costringe a fare uso di grafici fuori Italia, abituati a respirare ben altre linee. La Latella taglia corto ribadendo come «il dna di A sia già internazionale nel taglio, nella scelta degli argomenti, nella squadra», ma cade nel paradosso: perchè allora rimaneggiare il taglio grafico della rivista, ormai metabolizzato dalle lettrici e completo di tutto, anche perchè non si intravedono modifiche nella sostanza editoriale: «argomenti, sezioni, titoli delle rubriche - prosegue la direttrice - sono molto apprezzati dai lettori»?
Dunque, perchè cambiare? Per l’evoluzione del target di riferimento? No, il lettorato, precisa la Latella, «è molto più giovane di prima: ha un’età compresa tra i 25 e i 50 anni, e non solo femminile», ma sa distinguere i vari argomenti, dallo show business alla politica passando per la moda. Allora c’è qualcosa sotto, nei piani alti, che vuole la ridefinizione dello stile A, già assimilato dai lettori e che ora rischia di venire repentinamente scompaginato: i magazines internazionali differiscono molto dallo touch italiano, figurarsi se il risultato sarà un collage di molteplici ispirazioni metropolitane. Magari potrebbe essere perfetto per un progetto web, ma in RCS Digital è ancora tutto in alto mare, lavori in corso per il portale che sarà gestito dall’ex direttore di Gioia Marina Fausti e che forse prometterà meno sorprese. O meno spiazzanti.
