Verdelli si racconta a Italia Oggi: «Metterò i jeans alla Gazzetta»
Manca pochissimo al varo della nuova versione de La Gazzetta Dello Sport e il direttore dei miracoli (chi può riuscire ad incrementare le vendite dello 0,3% nel 2007 rispetto ad un 2006 da record da Mondiale?) Carlo Verdelli si confessa in una lunga intervista a Italia Oggi. L’obiettivo è quello già dichiarato: mettere i jeans alla storica Rosea, ovvero colpire un pubblico sempre più vasto e trasversale, non per forza sfegatato di sport ma interessato a 360° a più tematiche.
VERSO I NUOVI GIOVANI - Tornano fuori questi benedetti jeans, perchè «non se li mettono solo i ragazzini, ma anche i sessantenni che si sentono giovani e vogliono vivere sportivamente». Un modo simpatico per ribadire quanto si voglia colpire un pubblico variegato con questo nuovo e attesissimo restyling della Gazzetta, ma non necessariamente più giovane, perchè «non voglio fare un giornale per teenager» ci tiene a precisare Verdelli: «Ho intenzione di continuare a parlare ad un pubblico che al 40% è già sotto i 34 anni, all’80% ha un diploma o un titolo di laurea: quindi un pubblico giovane e preparato».
NUOVO FORMATO - La ricerca del nuovo lettore è resa più facile dall’ammodernamento della linea grafica del quotidiano, che prevede un formato molto più moderno e pratico. D’altronde è lo stesso che hanno adottato numerosi quotidiani del mondo, da tempo affezionati al tabloid. «E’ una scelta consapevole ma obbligata - confessa Verdelli - anche quando si arriva al cambiamento lanciati e non esausti»: è il prezzo da pagare per stare al passo coi tempi, affatto esente da rischi. «Cambiare un formato che è nelle abitudini degli italiani non è semplice», la paura c’è, ma è altrettanto l’ottimismo.
I CONTENUTI - Nuovo formato, rivoluzione interna? Non proprio, sembra far intuire il direttore: «Ci saranno tutte le cose che in nuce erano già state introdotte negli ultimi due anni anche per evitare l’effetto frattura nel lettore che così non si troverà in mano un giornale che non riconosce». La questione più annosa da affrontare è il rafforzamento dell’area extra-sportiva, un appendice del quotidiano dedicato all’informazione più a tutto tondo, che al suo lancio aveva fatto sobbalzare i fedelissimi. Verdelli a questi Altri Mondi ci tiene particolarmente, perchè rientra nell’idea di «fare un giornale il più completo possibile, che ti dia con un euro le informazioni di base per stare al mondo». C’è chi critica una forte egemonia del calcio, c’è chi vorrebbe maggiori approfondimenti degli altri sport: vedersi decurtati dello spazio a favore dell’attualità suona a molti - e anche al sottoscritto - come appropriazione indebita e follemente generalista.
LO STILE - C’è anche chi sostiene che i giornalisti della Gazzetta sono fin troppo accomodanti, occupandosi strenuamente di calcio. Verdelli li difende: «Qualche società di calcio protesta perchè dicono che facciamo interviste in cui pretendiamo troppo, ma noi non ci accontentiamo di sentire che “il mister ha ragione”». Noi vorremmo sentire meno calcio, invece, magari Verdelli lo sa già, chissà se vedremo i frutti nella nuova edizione del quotidiano.
KNOW-HOW - Valentina Giannella prova a scuotere Verdelli sulle sue potenzialità da stregone: tutte le testate maneggiate da lui sono riuscite a fare meglio, anche sul web. Ma la ricetta di questa invidiata alchimia non è facilmente identificabile. «Nessun giornale oggi può sopravvivere senza questo sistema che comprende carta, web, mobile, collaterali» spiega il direttore, che sottolinea come la sinergia con la versione web (da poco disponibile parallelamente anche in lingua inglese) abbia permesso di «triplicare gli utenti unici fino a 600mila al giorno»: Ma la potenza di Internet è decisiva nello sviluppo di una testata: «Il Web - continua - è indispensabile per fare il giornale di carta: io butto un tema su Internet e la mattina dopo capisco che cosa mettere sul quotidiano, perchè so se ai miei lettori interessa o meno». Gli altri numeri uno sono ancora indecisi sul da farsi, «ma a me sembra una prudenza eccessiva». Verdelli si butta su questo nuovo corso di una Gazzetta sempre più rosa ma sempre più attenta al mondo, non solo quello sportivo. Una scelta rischiosa, ma di solito chi non azzarda non vince nulla.
