La nuova Gazzetta due settimane dopo: non è poi così male…
Sono passate due settimane dal lancio della nuova Gazzetta Dello Sport e il grande cambiamento inizia lentamente ad essere metabolizzato. Dopo il passaggio al nuovo formato oggettivamente scioccante, ora la Rosea sta iniziando a farsi apprezzare proprio attraverso i punti che a prima vista poteva essere visti come debolezze. E che invece ora, paradossalmente, la esaltano.
Il primo numero della nuova era firmata dal funambolico Carlo Verdelli ci aveva stupito per la dose massiccia di pubblicità. Un carico di inserzioni che si è però progressivamente alleggerito, diminuendo le mega paginate di spot e magari prediligendo formati più strani, come l’inserzione a triangolo che si spezza in una doppia pagina, decisamente curiosa e più efficace, perchè rende bene lo spirito di ammodernamento della nuova Gazzetta. Il formato tabloid poteva risultare spiazzante, perchè nel segmento sportivo nessun quotidiano competitor aveva sperimentato una tale riduzione delle dimensioni: invece anche in questo caso la scommessa pare essere vinta, in favore di una più rapida fruizione, benchè si continui a notare una minor attenzione ai contenuti. Gli articoli sono decisamente più brevi, anche se più leggibili di prima, ma nel complesso una minore esaustività globale viene sopperita da un maggiore appagamento totale.
E lo spauracchio Altri Mondi? L’emergenza, rispetto alle temibili previsioni fatte dallo stesso direttore, pare essere nettamente rientrata, e ne è sicuramente complice la nuova impostazione grafica. Lo spazio Altri Mondi trova almeno cinque pagine in fondo alla Rosea, ma la sua presenza non uccide tutto il resto: il lettore arriva alle ultime pagine già sazio di sport e curiosare sulle notizie dell’attualità, esposte in maniera colloquiale e quasi interattiva, non risulta affatto pesante. La scommessa di Verdelli così è vinta, anche se la trasformazione della Gazzetta in un quotidiano a tutto tondo è ben lungi dall’essere realizzata, e francamente non auspicabile: per ora il bilanciamento è azzeccato e se non dovesse subire modificazioni, non stravolge l’impostazione storica della Gazzetta.
Non mancano ovviamente le stonature da parte dei fans più accaniti della Rosea, ma sicuramente anche per loro interverrà il fattore abitudine al cambiamento, un po’ come è avvenuta al sottoscritto. Che forse, però, avrebbe puntato prima su un formato intermedio, identico a quello del nuovo Corriere Della Sera, oppure simile a quello di Repubblica, e solo successivamente tentare l’azzardo. Che rimane tale, certamente, almeno finchè qualcun’altro dello stesso comparto sportivo tenterà la stessa strada, ma sicuramente con maggiore indecisione.
