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Querelle L’Unità-Berlusconi: sasso tirato e mano tolta

Posted on Aprile 15, 2008 by Tumy

Silvio BerlusconiLa querelle che si è innescata stamane con le dichiarazioni ad Unomattina del nuovo premier Silvio Berlusconi non dovrebbero ormai far arricciar più il naso ai soliti detrattori. Tutti sanno che L’Unità è un quotidiano di partito, che difende ostinatamente la propria fazione, gridando sempre all’antiberlusconismo come unico collante dell’elettorato (lo riconosce Furio Colombo in un fondo in prima pagina). Gli attacchi al Cavaliere sono ormai parte integrante della strategia del giornale, che ha abituato i lettori a cullarsi in queste puntuali polemiche (ma forse, come si legge, perchè è proprio questo che il pubblico del quotidiano pretende). Probabilmente è stato il fondo del direttore Padellaro a suscitare l’attacco del Cavaliere, che ad Unomattina ha sbroccato:

«Le accuse dell’Unità di questa mattina nei miei confronti sono veramente offensive anche per il nuovo corso che io rappresento».

Secondo il sito del quotidiano, ad aizzare il premier sarebbero stati alcuni passaggi dell’articolo di Padellaro.

Ad andar di traverso al Cavaliere sono probabilmente articoli come l’editoriale del direttore, Antonio Padellaro, che evidenzia verità conosciute da tutti: «Il terzo ritorno di Berlusconi a palazzo Chigi ci spaventa per una serie infinita di motivi che proveremo a sintetizzare», scrive Padellaro. «Perché il vecchio-nuovo premier sarà scortato e controllato dall’esercito leghista che farà pesare ogni giorno sul tavolo delle decisioni la ricca messe di voti rastrellata in tutto il Nord-est». «Quanto resisterà il cartello elettorale del Pdl alle spallate secessioniste del Carroccio?», si domanda Padellaro. «Pensiamo non a lungo anche perché al Senato i numeri della maggioranza non sono tali da garantire al governo sonni tranquilli. E non certo per cinque lunghi anni».

Mentre il sito del quotidiano Il Messaggero fa riferimento al box in cima alla pagina che riprendeva l’opinione piuttosto critica del giornale tedesco Suddeutsche Zeitung:

«Le sue affermazioni in campagna eletorale fanno temere che Berlusconi voglia nuovamente usare il suo potere per combattere la giustizia, rendere sicuro il suo impero mediatico, coltivare il suo ego - si legge nel passo del giornale tedesco citato dall’Unità -. In campagna elettorale ha promesso di voler risanare il Pese, ma l’esperienza insegna a non credergli. C’è da temere che l’Italia abbia perso le elezioni».

Da profano puro, ci può stare che un politico possa non gradire certe forzate affermazioni che su L’Unità sono la prassi e quindi trovare il modo di dirlo. E l’averlo detto non va giù ai giornalisti del quotidiano, che si sono subito spazientiti sentendosi tradita la propria libertà di informazione. Che nel caso di un giornale nettamente schierato, è particolarmente labile, perchè trascura l’obiettività. Così, nel corso della conferenza stampa di Berlusconi, una giornalista ha tentato di replicare all’attacco della mattinata, ma il premier si è difeso sfoderando il suo umorismo e zittendola senza troppa fatica.

«Anche oggi c’era molto veleno, molto fiele, un ribaltamento della realtà, come succede di solito in un giornale che, secondo me, non dovrebbe essere distribuito nelle piazze di Roma da D’Alema e da Veltroni, che se ne lavano le mani e dicono che per loro è un cruccio».

La giornalista dell’Unità ha replicato ricordando che c’è libertà di espressione e che questo principio dovrebbe essere caro a Berlusconi, visto che si dice un liberale. Il Cavaliere, di rimando, ha risposto con una battuta: «Infatti è proprio così: ha mai avuto di notizia di attentati alla distribuzione dell’Unità? Quello che faremo - ha aggiunto sorridendo - è di togliere semplicemente il contributo pubblico…». Ma poi ha subito aggiunto sorridendo: «Stia tranquilla, non cambierà niente».

E se questa battuta non fosse più di tanto sarcastica? I giornali di partito dovrebbero essere capaci di autofinanziarsi, anche grazie a sottoscrittori o agli stessi lettori, anzichè campare di pubblicità è di fondi pubblici, poichè sono avidi strumenti propagandistici che entusiasmano i militanti e ovviamente ripugnano gli avversari. Sempre se ci vogliamo riferire alla salvaguardia del diritto di informazione, che sia la più pulita ed incontaminata possibile. Se poi vogliamo pubblicare un giornale schierato, non capisco perchè tocca per forza gravare sulle tasche degli italiani. Gli attacchi de L’Unità sono certamente pretestuosi, visto che da decenni ci si diverte a pugnalare in tutti i modi il Cavaliere, sfacciatamente senza concedere a lui il diritto di potersene risentire.


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