Il Corriere Della Sera prova a distrarre i detenuti 0
Non capitano quasi mai atti di solidarietà nel mondo editoriale, solitamente attaccato al profitto e alle derivazioni economiche di qualsiasi strategia, ma quando succedono meritano applausi. Il Corriere Della Sera da fine aprile arriverà ai carcerati di Lombardia e Piemonte, circa 25 istituti di pena, per alleggerire la noia di chi si trova a dover combattere con la solitudine. L’iniziativa porta la firma della Fondazione Corriere Della Sera ed è stata approvata dal direttore Paolo Mieli, sollecitato dal capo della divisione del quotidiano in RCS Mediagroup Luca Traverso ad occuparsi di questa richiesta.
E’ stata una lettera, ricevuta dal direttore il 20 febbraio da parte di un detenuto, ad accendere l’interesse verso questa tematica, che sarà affrontata da RCS Quotidiani: si prevede una distribuzione quotidiana di circa 4.000 copie del Corriere e del settimanale Oggi e complessivi 4.000 libri marchiati RCS da donare alle biblioteche delle carceri coinvolte nel progetto. Una volontà sicuramente nobile e da sostenere, perchè si tratta di «un’operazione che ha esclusive finalità sociali, non ci sono scopi commerciali» ci tiene a ribadire al quotidiano Italia Oggi lo stesso Traverso. Il ritorno, in termini di immagine e rilevamenti ADS è comunque interessante, perchè le copie distribuite (che saranno fatturate alla Fondazione ad un prezzo di 0,12 euro per ricoprire costi logistici e di distribuzione) verranno registrate come vendite in blocco. Insomma, faranno comunque numero.
Ma al di là delle inevitabili logiche commerciali che qualsiasi operazione necessariamente si porta dietro, è da lodare lo spirito altruistico che ha improvvisamente pervaso i piani alti del Corriere, invaso da «un cortocircuito di sensibilità e di attenzioni che ha fatto partire la macchina» continua Traverso, che per il momento esclude di estendere il servizio in tutta Italia: «Facciamo da soli, senza sponsor: andare in tutta Italia risulterebbe forse un po’ troppo costoso. Comunque vediamo come va». In Francia, l’analoga iniziativa va benissimo: sono 5.500 i detenuti che dall’inizio del 2006 ricevono gratuitamente una copia di quotidiano (il più gettonato è il locale Ouest-France).
